Action figure e modellismo

GRANATA A MANO MODELLO 24
( Stielhandgranate 24)
di Pierfrancesco Ricci

Quando parliamo di granata a mano tedesca, l'elemento caratterizzante è dato dalla profonda predisposizione ad "offendere", abbattere inesorabilmente o in maniera definitiva l'eventuale bersaglio. La lega in metallo leggero colma di esplosivo, una volta innescata la granata, produrrà nell'esplosione una sorta letale d' "effetto a scoppio". (In antitesi con l'effetto a frammentazione della granata americana che ha, intrinseche nella sua struttura, caratteristiche di contenimento nell'esplosione). Il luogo ideale per l'utilizzo di tali granate è senza ombra di dubbio lo spazio aperto, dove il loro considerevole ed effettivo raggio d'esplosione può essere "oggettivamente e interamente" testato. Il modello 24 e il modello PH 39 (tipo stick) o "schiacciapatate" rappresentarono la prima scelta assoluta per il soldato tedesco, a discapito del pur buon modello a "uovo" ma assolutamente inferiore in "capacità distruttiva" e maneggevolezza, tanto da assumere la caratteristica standard nell'armamentario base tedesco.Da ricordare il modello "smoke stick granade" che si differenziò dagli altri per la diversa forma della "testa".
Il modello a mano 24 può essere descritto come caratterizzato da un involucro di metallo, o corpo, avvitato in una maniglia di legno con un "cappuccio" anch'esso in metallo. Inoltre sul corpo della granata vengono riportate delle descrizioni riguardanti dei numeri in serie.
Ora cerchiamo di descriverla nella sua interezza; la granata ha un involucro in lega leggera di ferro o acciaio, chiamato testa, contenente l'esplosivo, avvitata ad una maniglia "incavata" di legno. All'interno di tale cavità una cordicella lunga e doppia è attaccata all'estremità inferiore ad una "palla-guida" (che fa parte del sistema di frizione-iniezione-detonazione della granata) e ad un'altra palla di porcellana opposta alla prima. La cavità inferiore è chiusa da un "cappuccio" in metallo che si avvita. Nel suddetto cappuccio c'è un dischetto di metallo ad azione a scatto che impedisce il movimento alla palla di porcellana.

Lunghezza totale: 35,56 cm
Peso: 469 gr. Circa
Peso esplosivo: 18 gr.
Tempo disponibile dopo la detonazione: 4-5 secondi
Raggio effettivo d'azione: 13 - 16 metri


Introduzione e note tecniche di Giampaolo Pirozzi

  1. La Stielhandgranate 24, è senz’altro l’accessorio che più risalta nelle Action Figure raffiguranti soldati tedeschi; è proprio per questo motivo che merita di essere migliorata, con interventi mirati e sostanziali. Andiamo quindi a vedere come modificare le Stielhandgranate 24 prodotte dalla Dragon.

  2. Per prima cosa, con un bisturi affilato e carta vetrata fina ho rimosso le sbavature dovute allo stampaggio della plastica

  3. Successivamente, una volta protetta con del nastro, la parte della carica esplosiva, che non necessita di un intervento radicale, ho spruzzato un primer per dare maggior presa al colore successivo.


  4. I manici della granata sono stati poi dipinti ad aerografo con due colori acrilici Vallejo marrone chiaro, dalle tonalità diverse, a dimostrare che è sufficiente, per ottenere un buon risultato, utilizzare un qualsiasi marrone chiaro, il più possibile neutro


  5. Una volta asciugato il colore di base, ho effettuato dei lavaggi con vari marroni ad olio diluiti in solvente universale. Successivamente ho depositato piccole quantità di marrone bruno Vandik ad olio (va bene anche un qualsiasi altro colore marrone rossiccio) alle due estremità del manico; questi depositi di colore sono stati poi tirati con un pennellino piatto, leggermente umido di solvente, al fine di simulare le naturali venature del legno

  6. Infine, una volta asciutti gli oli, ho passato una mistura di trasparente lucido ed opaco per dare un effetto lucido-satinato, tipico del legno levigato. Completato il rifacimento del manico, ho cercato di migliorare la parte della carica esplosiva. Il colore Feldgrau di base, non è stato rifatto in quanto avrei cancellato le indicazioni stampate sulla granata, non facili da riprodurre. Ho quindi effettuato un leggero lavaggio di bruno Vandik e Terra di Siena tostata ad olio, sempre diluiti in solvente universale.
    Sui punti più esposti, ho simulato delle scrostature della vernice con del colore alluminio a smalto. Ho invecchiato le testate e le restanti parti metalliche, di una con un pigmento color ruggine e dell’altra con un pigmento riproducente il classico ossido del metallo tendente al verde.


  7. Ho completato il tutto strofinando le parti metalliche con un pennello impregnato con della polvere di una matita color silver. Questo lavoro è stato realizzato in brevissimo tempo è ha dato sicuramente un aspetto più realistico (originale è al centro) alle nostre granate.

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